Era il maggio del 2002 e stavo frequentando il bellissimo Master del Centro Interuniversitario per la Diffusione della Cultura scientifica costituito a Milano dall’Università degli Studi, dal Politecnico, dall’Università Cattolica “Sacro Cuore”, dall’Università commerciale “Luigi Bocconi” e gestito dall’Istituto di Fisica Generale Applicata dell’Università degli Studi di Milano.
È stata un’esperienza unica ed indimenticabile che mi ha dato le basi per acquisire ottimi strumenti per la comunicazione, la museologia scientifica e le tecniche di diffusione della cultura scientifica.
Inoltre è stata l’occasione per conoscere persone straordinarie al master e al Museo della scienza e della Tecnica di Milano con cui ho collaborato alla realizzazione di progetti allora avveniristici di comunicazione della scienza.
Molti di loro ora sono direttori di museo, innovatori, responsabili di importanti luoghi della cultura scientifica e giornalisti. insomma diciamo che l’esperienza milanese è stata molto ricca di sorprese.

In quel periodo già lavoravo in RAI alla trasmissione Gaia il pianeta che vive con Mario Tozzi e in qualità di consulente scientifico della trasmissione mi era capitato più di una volta di proporre argomenti legati al calcolo della probabilità e alla matematica in generale che avevano riscosso una certa attenzione.
Era da un po’ che mi frullava per la testa l’idea di poter creare un evento dedicato alla matematica e proprio in una pausa durante le lezioni del master, parlando con alcuni colleghi ci siamo accorti che era un’idea già condivisa da qualcun altro.
E così c’è voluto veramente poco per farci coinvolgere tutti insieme

partendo dall’idea propulsiva di Silvia Annaratone la nostra matematica del master, e realizzato insieme a Francesca Cavallotti; Paola Cuneo; Cristina Fiordimela . Insomma il nucleo di lavoro di partenza era formato.
L’idea da cui partivamo e con cui ci siamo presentati ai diversi papabili sponsor, era quella di mettere in comunicazione due universi che sulle prime sembravano così distanti.
Il primo era quello delle persone per cui la matematica è sinonimo di noia, fastidio, ammirazione, soggezione, paura, fascino.

Nell’opinione comune il matematico passa le sue giornate a giocare coi numeri e a disegnare figure geometriche. E’ quasi sempre immaginato come un disadattato o quanto meno uno vive fuori dalla realtà. Quando è stanco di pensare chiede a un computer di risolvere problemi che lui non sarebbe altrimenti in grado di risolvere. Si pensa che la matematica non abbia relazioni con il mondo dell’arte non immaginando quanta influenza abbia nella vita di tutti i giorni.
Il secondo mondo è quello dei MATEMATICI, per i quali la matematica è la chiave interpretativa della realtà, è una disciplina in continua evoluzione, è il parco delle meraviglie, il regno della libertà, della fantasia e del gioco e il computer è, talvolta, un inutile strumento al suo servizio.
I matematici hanno in generale una vita “normale” fatta di studio, insegnamento, relazioni sociali e altri interessi. Fanno fatica a raccontare quello che fanno e talvolta non ci provano nemmeno. Per loro la matematica è ovunque e sanno riconoscerla nelle sue espressioni pratiche e artistiche.
C’erano quindi tutti gli ingredienti per poter partire in un’avventura straordinaria che portasse a dare della matematica un’immagine più leggera facendo divertire il pubblico. Per questo abbiamo pensato a spettacoli teatrali, cinematografici e in generale di animazione.
E proprio in quest’ottica di divertimento abbiamo scelto un luogo particolare per dar vita alla nostra rassegna-festival scientifico. L’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano quale luogo migliore per vincere stereotipi di ogni genere?

Cosi d’accordo con l’associazione Olinda e questo gruppo di comunicatori della scienza visionari è nato all’interno dal 25 al 27 giugno 2002, all’interno della rassegna “da vicino nessuno è normale” all’ex Paolo Pini di Milano, il bellissimo FESTIVAL DELLA MATEMATICA “IL + E IL -“

Per rivelare al pubblico i legami che sussistono tra la matematica e altre forme d’arte abbiamo pensato di mostrare al pubblico percorsi misti.
– STRUTTURAZIONE DELLE INIZIATIVE DEL FESTIVAL –

All’interno del ex Pini abbiamo allestito un palco con talkshow divertenti e interattivi, una rassegna di film dedicati alla matematica, degli exhibit interattivi che hanno portato ad interagire in maniera ludica con concetti matematici che permeano la nostra vita di tutti i giorni.
Oltre a questo non poteva mancare l’aspetto “mangereccio e così abbiamo messo su un vero e proprio menù che ricordasse Matematici importanti da tutte le parti del mondo con cucine tipiche dei loro luoghi di provenienza, e tante pietanze succulente che ricordassero formule matematiche o momenti importanti della storia della matematica.
QUESTE LE SEZIONI DEL FESTIVAL
Matematica in salotto – Il + e il –
Talk-show condotto da Bruno Gambarotta con la partecipazione di Roberto Lucchetti (matematico), Piergiorgio Odifreddi (logico) Federico Perietti (giocologo) Lucia Vasini (attrice) Maurizio Deho (musicista). Si metteranno i matematici a confronto con l’opinione che la gente ha di loro e della matematica.
Matematica con le mani – Chi fa da sé fa X 3
Postazioni interattive con pannelli illustrativi e schede informative in cui il pubblico è invitato a fare piccoli esperimenti. Presenza di animatori: Bolle di sapone (superfici minime); Nodi (teoria dei nodi); Grani e granaglie (teoria del caos); Origami (simmetrie); Specchi (simmetrie e riflessioni)
Matematica in società – Gioca che ti passa
Giochi matematici organizzati dall’associazione Kangaroo





Matematica a teatro – Mateforicamente
Rappresentazione di Da Mistretta a Gödel regia di Mimmo Sorrentino. Produzione CRT Milano Backstage con il regista
Matematica al cinema – In teoria…si gioca
Proiezione del film “A beautiful mind”
Roberto Lucchetti fa giocare il pubblico con la teoria dei giochi
Matematica a tavola – Gustare la matematica
Cena matematica aperta a tutti organizzata dal Ristorante Jodok del Paolo Pini

Insomma un’esperienza bellissima da poter ripetere chissà in qualche altro luogo d’Italia